IL RESOCONTO DELL’ATTIVITÀ DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA UCRAINA PER L’ANNO ACCADEMICO 1969/1970
Звіти
VII-VIII
Il resoconto dell’attività dell’Anno Accademico trascorso non lo si potrebbe comprendere appieno senza dare uno sguardo, almeno fuggevole, all’opera che nel passato ha svolto l’Università Cattolica in Ucraina. Ai tempi degli zar esistevano alcune università, ma in esse le lezioni si svolgevano nella lingua russa. In seguito all’annessione della Ucraina Occidentale (Galizia) all’impero austriaco, avvenuta nel 1772, fu istituita anche l’Università bilingue (polacco-ucraina). Nel 1917 l’Imperatore Carlo I decise di creare l’Università Ucraina; ma la guerra e la conseguente caduta dell’Impero annullarono questo progetto. In conseguenza della guerra ucraino-polacca e dell’occupazione della Galizia da parte della Polonia, le cattedre ucraine vennero abolite. Allora gli ucraini crearono una Università non riconosciuta dallo stato polacco, ma anche questa fu abolita dalle autorità. Cosicché si dovette ricorrere ad un insegnamento universitario segreto: ma prima del compimento di un anno furono arrestati il rettore, Dr. Sciurat, i professori ed anche gli studenti. Così l’Università cessò la sua attività, rimanendo solo l’insegnamento liceale presso il Seminario Maggiore del quale nel 1925 fui nominato rettore dal mio predecessore, il metropolita Andrea Szeptykyj, di santa memoria. Allora bisognava cominciare a pensare a rinnovare gli studi universitari. Dopo un giro per i paesi europei mi potei rendere conto che in Occidente esistevano delle università sotto il nome di Istituto oppure di Accademia. Il governo polacco non volle dare il suo assenso alla creazione dell’Università Ucraina, nonostante che la psicosi bellica era già completamente sparita. Dovetti allora ricorrere al nome greco, tanto popolare in Oriente, di Accademia, già ben conosciuta in Ucraina ai tempi di Pietro Mohyla, e poi usata dagli ortodossi come Accademia Teologica — Duchovna Akademia. Però la nuova istituzione fu organizzata secondo il modello delle università occidentali. Era l’anno 1927 quando a Leopoli venne creata l’Accademia Teologica, la quale svolse la sua attività fino al 1944, anno in cui fu chiusa dai sovietici, come tutte le altre istituzioni religiose ucraine.
Si dette inizio con due facoltà, alle quali si aggiunse poi una terza, e infine una quarta. Nel 1939 il governo polacco si era dichiarato propenso a trasformarla in Università Ucraina, ma l’arrivo delle truppe sovietiche non permise tale realizzazione. Durante la seconda guerra mondiale l’Accademia poté svolgere la sua attività sotto l’occupazione tedesca (1941-1944). Ma con il ritorno dell’Armata Sovietica, nel 1944, fu liquidata definitivamente.
In seguito alla mia liberazione, dovuta alla intercessione della gloriosa memoria di papa Giovanni XXIII e del sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Angelo Dell’Acqua nonché per l’interessamento del diplomatico americano Cousins, mi parve necessario colmare il vuoto scientifico venutosi a creare durante i 25 anni di «sbandamento», ripristinando qui a Roma l’attività dell’Accademia. Non potendo, per ovvii motivi, contare sulle Università statali esistenti in Ucraina, si è presentato l’urgente problema di un tale ripristino per poter far fronte a questa situazione producendo letteratura religiosa ucraina, riassumendo le conquiste scientifiche degli ultimi 25 anni proiettandole verso l’avvenire.
Si deve pure riconoscere che anche nell’emigrazione esistevano la Libera Università Ucraina, con sede a Monaco di Baviera, e l’Istituto Tecnico Agricolo, quest’ultimo con sede precedente a Podĕjebrady, ma questi istituti erano privi della facoltà teologica e della cattedra di scienze religiose adatte ad opporsi all’ateismo. Queste istituzioni dovettero lottare contro immense difficoltà per salvare la loro esistenza.
In generale, l’Università Cattolica Ucraina ha un programma molto ampio, tanto da andare incontro ad una collaborazione vicendevole tra le due istituzioni testé nominate.
Similmente le cattedre della lingua ucraina create presso le università americane avevano un raggio d’azione specifico molto ristretto. Ed è anche per questo motivo che è sorta l’Università Cattolica Ucraina a Roma. All’inizio le lezioni si svolgevano nel Monastero degli Studiti «Studion» sul Lago Albano, e quando fu terminato l’edificio in via Boccea, la sede si trasferì colà con tutta l’attività universitaria, rimanendo nella vecchia sede soltanto alcuni corsi di iconografia ed apologetica.
Sull’attività di questi primi cinque anni, si parla nel libro di memorie «De Ucrainorum Catholica Universitate S. Clementis Papae primo quinquennio peracto suae originis et activitatis enarratio». Con questo atto, grazie a Dio, inauguriamo il settimo anno accademico, il quale continuerà l’attività scientifica, educativa ed editrice.
L’edificio universitario è circondato da molto spazio alberato e nel cui ambito troneggia il magnifico tempio dedicato alla «Santa Sofia» (Divina Sapienza) che effonde sul mondo la sua grande scienza.
Il visitatore trova all’ingresso dell’Università due sfingi, simboleggianti la custodia della scienza nascosta la quale esige sacrifici e costanza nell’acquistarla; ed alzando lo sguardo sull’edificio viene colpito dalla scritta: VERITAS ET AMOR SCIENTIAE UNIT DISPERSOS: la verità e l’amore della scienza raccolgono tutti gli ucraini nella diaspora. Lo scorso anno l’Università commemorò la gloriosa memoria dei suoi professori benemeriti dell’istituzione con una cerimonia religiosa di suffragio.
L’avvenimento più grande dell’Anno Accademico passato è stata la solenne consacrazione del tempio della Santa Sofia, il 27-28 Settembre, culminata con la presenza del Santo Padre il Papa Paolo VI, con la partecipazione di numerosi cardinali, vescovi, clero, e circa cinquemila fedeli ucraini provenienti da tutte le parti del mondo. In quella circostanza il Papa pronunciò un discorso nel corso del quale disse testualmente: «Noi siamo lieti di riconoscere protagonista di questa impresa, la quale attesta su questo suolo romano la duplice tradizione della Chiesa Ucraina Cattolica, quella religiosa con l’erezione di questo nuovo Tempio, e quella culturale, con la fondazione, incipiente, ma promettente e finora significativa, d’una nuova Università cattolica, caratterizzata specialmente dagli studi di storia e del pensiero dell’Ucraina».
Ci fu poi un Concerto durante il quale il Presidente del Gruppo dei Deputati della Democrazia Cristiana italiana, Giulio Andreotti, nel corso del suo discorso pronunciò queste memorabili parole: «Non era facile aggiungere all’elenco forse quasi compiuto delle chiese di Roma, tante e di tanti stili, non era facile aggiungere al numero eccezionale di istituzioni didattiche e culturali italiane e straniere, che sono nella nostra città, qualche cosa di nuovo. Eppure è stato fatto: la chiesa dedicata alla Santa Sofia, e il contiguo edificio della Università Cattolica Ucraina in emigrazione costituiscono due novità, delle quali, io credo, Roma cristiana, ma anche Roma civile possono e devono prendere atto con riconoscenza e con ammirazione».
In fine va rilevato che l’Università Cattolica Ucraina, oltre ad adempiere alla sua missione culturale, unisce tutto il popolo ucraino sparso del mondo e sensibilizza la secolare aspirazione del Popolo d’Ucraina ad uno Patriarcato in unione con la Sede Apostolica. Con le sue opere, l’Università si inserisce nel mondo scientifico e sociale ucraino e non ucraino.
Tra le centinaia e centinaia di Università esistenti oggi nel mondo, si è inserita anche la nostra Università Cattolica Ucraina di San Clemente Papa.
Sotto questi auspici e con le precedenti produzioni di opere scientifiche entriamo, coll’aiuto di Dio, nel nuovo Anno Accademico.



