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LETTERA AL PAPA SUL VIAGGIO A CIVITA CASTELLANA

28 aprile 1964
Листи
XII

Vaticano, 28 aprile 1964

Beatissimo Padre,

Incoraggiato dalla Vostra Santità durante la Pasqua di continuare a far le mie relazioni con le mie relative impressioni personali, mi permetto umilmente di riferire che ultimamente, dopo Terracina, sono stato a Civita Castellana. E una diocesi non tanto grande, ma l'Eccellentissimo Mons. R. Massimiliani si dà molto da fare per tenerla rigogliosa e viva la vita religiosa, predisponendo ogni cosa con grande abilità e puntualità.

I monumenti antichi cristiani, che si trovano assai copiosi in quel centro, creano un'atmosfera di religiosità e danno tono alla vita cristiana dei nostri giorni. Il bel Duomo, gioiello di arte romanica, risale all'anno 1210. Qui appunto a Civita Castellana troviamo i rari esempi dell'arte musiva dei Cosmati.

Anche il rinascimento con la cittadella dell'architetto Antonio di Sangallo, che per ordine di Papa Alessandro VI fu costruita, ha lasciato importanti opere d'arte. Ma anche i Romani hanno avuto la loro parte in questa cittadina. Si è conservata assai bene la c.d. «porta di Giove». Si può dire che la cittadina viva e respiri di questa antica e nobile vita artistica, che qui ha una tradizione molto remota.

Nelle vicinanze ci sono alcuni santuari antichi, che danno tono e rafforzano la vita religiosa di tutta la diocesi. Il tempo assai breve della mia permanenza non mi ha permesso di soffermarmi di più e di cercar i punti di collegamento tra l'antico e l'iniziativa presente in questo campo.

Molta gente ha preso parte alle funzioni sacre, ciò che è l'indice di una religiosità profonda e vissuta.

Nei giorni tra il 24 e il 27 gennaio ho fatto un viaggio un poco più lungo per visitare due città molto importanti per la vita culturale, artistica e religiosa, tanto nel passato che ai tempi di oggi: Firenze e Bologna, città ben note a Vostra Santità. A Firenze ho visitato le varie comunità religiose: Francescani, Domenicani, Benedettini Olivetani, e naturalmente le imponenti opere d'arte, che s'incontrano ad ogni passo. Ho celebrato la S. Liturgia a Santa Maria Novella, dove si svolse il Concilio di Firenze. Qui ho officiato pure il Panichidion per il Patriarca di Costantinopoli Giuseppe II, che in quella bella, magnifica ed imponente chiesa ha trovato il suo riposo. Rispondendo al saluto di Sua Eccellenza Mons. E. Florit, ho messo dinanzi agli occhi dei fedeli, che gremivano la chiesa, il ricordo del Concilio di Firenze, ringraziando i Fiorentini a nome degli Orientali per tutto ciò che hanno fatto i loro antenati per la causa dell'unione delle Chiese.

Da Firenze mi sono recato a Bologna, invitandovi dall'Em.mo Signor Card. G. Lercaro. La cattedrale, dove ho celebrato la S. Liturgia traboccava di fedeli. Dopo la lettura della lettera pastorale, fatta dallo stesso Card. Lercaro, ho ringraziato i Bolognesi per i loro meriti antichi e per aver essi dato origine in passato allo sviluppo del diritto civile, sul quale poggia anche oggi la vita sociale dell'umanità. Ho rilevato pure la grande importanza che ebbe Bologna per noi Ucraini, dando l'ospitalità a tanti studenti, che durante i secoli venivano dall'Ucraina per studiare, specie nel medioevo.

Dopo la Sacra Liturgia ho visitato le varie comunità religiose e le chiese di Bologna. Ho constatato che in entrambe le città la vita religiosa è molto sentita e fiorente, pur conservando ciascuna le proprie caratteristiche. Mi ha molto impressionato l'esuberante sviluppo della comunità religiosa dei Missionari del Sacro Cuore, che a Bologna hanno un magnifico Studentato Teologico.

A Bologna hanno sviluppato la loro attività il Card. Isidoro ed il Card. Bessarione.

Una indimenticabile impressione ha lasciato in me la recente visita fatta da me a Collevalenza (Perugia). Ho avuto la fortuna di conoscere la promettente opera con l'annessovi Santuario dell'Amore Misericordioso. Questa giovane comunità religiosa costituisce una vera sorgente di vita e dello spirito religioso, dalla quale scaturirà certamente una nuova forza della Chiesa cattolica. La fondatrice di questa santa opera, tanto per il ramo femminile che maschile, è Madre Speranza. Due grandi monasteri con gran numero di religiosi si occupano della gioventù povera ed abbandonata. L'influsso della devozione all'Amore Misericordioso si sente palpitante nella parrocchia e nella vita di comunità dei religiosi. Stanno ora costruendo un grande Santuario. La cappella era gremita fino all'inverosimile dai fedeli, dei quali più di 300 si sono accostati alla S. Comunione.

Rinfrancato nello spirito e confortato dalla bella visione della fioritura della vita religiosa secondo i dettami più moderni e nello stesso tempo secondo il vero spirito evangelico, con immensa gratitudine verso Gesù Cristo sono ritornato a Roma, avendo anche in questa occasione visitato l'antica cattedrale del Card. Isidoro a Magliano Sabina.

Implorando la paterna Benedizione Apostolica mi permetto di protessarmi della Santità Vostra gratissimo e devotissimo figlio

† GIUSEPPE SLIPYJ Arcivescovo-Metropolita di Leopoli

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PATRIARCA JOSYF SLIPYJ
герб Йосиф Сліпий
PATRIARCA JOSYF SLIPYJ

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