DISCORSO PER LA VIGILIA DELL’EPIFANIA
18 gennaio 1979
Проповіді, промови
XIV
Cari Ospiti!
Il popolo ucraino celebra in un modo particolare due misteri della vita di Cristo: 1) il Natale del Salvatore nella povera capanna di Betlemme - la sua venuta nel mondo conosciuta solo alla Sacra Famiglia, ai pastori ed agli angeli; 2) la sua Teofania sulle rive del Giordano, allorchè San Giovanni Battista e Precursore ha annunziato la sua missione salvatrice, confermata dalla voce del Padre e nella manifestazione dello Spirito sotto forma di colomba. Questa è la prima manifestazione della Santissima Trinità sulla terra.
La cena alla vigilia del Santo Natale, dal popolo chiamata la Santa Cena, preparata in un modo tutto speciale - osservate il fieno, il cosidetto « diduch» eccetera — simbolizza l'avvento umile di Cristo sulla terra. Oggi la cena, dal popolo chiamata la cena generosa, simbolizza la generosità della grazia di Dio, con la quale incominciò l'èra nuova di Cristo con la sua manifestazione pubblica sul Giordano, e con essa il kerygma salvifico del Regno di Dio — pieno della ricchezza spirituale con la nostra figliazione divina e con la nostra possibilità di diventare eredi di Dio. Tutto questo è veramente una generosità di Dio. Ed ecco il suo ricordo — la cena generosa! Così Cristo, come dice la nostra Liturgia, è venuto per rinnovare tutto l'universo ed ogni creatura, così anche oggi il popolo ucraino si divide con il suo bene con tutti; anche ed in speciale modo con tutte le creature, per esprimere la sua fede nella forza della redenzione e nel rinnovamento di Adamo.
Vi saluto tutti, cari Ospiti, in questa cena generosa, con la quale le nostre usanze ucraine vogliono esprimere le brevi, ma profonde parole dello evangelista Giovanni: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia! ». Vogliate accogliere in quest'occasione i nostri più fervidi auguri d'un prospero e felice Anno Nuovo.
Chrystos posered nas!



