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DISCORSO AL PAPA IN OCCASIONE DELLA SOLENNE CONSEGNA DELLA BOLLA DI NOMINA CARDINALIZIA

21 gennaio 1965
Проповіді, промови
XII

Beatissimo Padre,

Quando nella nostra modestia ed umiltà guardiamo sull'arena degli avvenimenti mondiali, vediamo che al primo posto si ergono gli sforzi giganteschi di Vostra Santità, per unificare e preservare tutta l'umanità dalle discordie e dalla guerra, e particolarmente, per ricondurre l'unità della Chiesa di Gesù Cristo, frantumata dalle debolezze e deficienze umane, e ricondurre nel suo seno tutti, in primo luogo le Chiese cristiane separate e diversi gruppi dei religiosi, affinché la Chiesa di Gesù Cristo possa avere un influsso benefico anche sull'azione terrena degli Stati e dei popoli, e compiere degnamente il dovere impostole da Gesù Cristo.

Noi siamo felici e riconoscenti a Vostra Santità che le Vostre grandiose imprese raggiungono e proteggono anche la nostra Chiesa ed il nostro popolo sofferente. Le condizioni politiche di secoli e la posizione geografica sull'incrocio dell'Oriente e dell'Occidente con le loro tendenze qualche volta contrastanti si ripercuotevano gravemente sulla nostra unità e persino ci frantumavano sotto l'aspetto ecclesiastico, governativo e nazionale. E quando noi oggi guardiamo a questo mesto passato, porgiamo col cuore riconoscente il nostro sentito ringraziamento alla Sede Apostolica, che si sforzava sempre di rafforzare ed unificare le nostre forze ecclesiastiche e nazionali, ed immettere nella nostra anima la potente forza della coesione e dell'unione. Difatti antica saggezza romana dice che « Ubi est concordia, ibi semper victoria est » (Dove c'è la concordia, ivi è sempre vittoria certa).

Già Sant'Andrea, per primo venuto sulle nostre terre, si sforzava di unificare col Vangelo della fede cristiana le nostre antiche stirpi in lotta tra di loro. La stessa cosa proclamavano anche le reliquie di San Clemente Papa, trovate dagli apostoli slavi Santi Cirillo e Metodio, che recandosi dai Khasari sul Volga, hanno compiuto una missione salutare anche tra il nostro popolo ed hanno ridestato la venerazione del grande Papa Clemente, dimenticata con la trasmigrazione dei popoli. Trasportate da loro le reliquie del Santo a Roma, esse hanno costituito un nuovo argomento per unificarci con la Sede Apostolica, alla quale per prima aveva inviato i suoi legati la principessa Olga nell'anno 959, chiedendo a mezzo dell'imperatore Ottone dei vescovi cattolici. In conseguenza a questo, giunsero i legati del Papa presso il di lei nipote il grande principe Jaropolk; e poi ancora per tre volte vennero dal principe Vladimiro in Kiovia recandogli una parte delle reliquie di San Clemente Papa e ricordando il suo martirio sulle nostre terre. Perciò San Vladimiro ha raccolto le rimanenti reliquie del Santo a Chersoneso, portandole nella città di Kiev. La triplice legazione del grande principe Vladimiro aveva per scopo l'unione e il rafforzamento del grande Stato di Kiev, così come la Chiesa di Gesù Cristo aveva consolidato e nobilitato i popoli dell'Europa centrale. Più tardi la testa di S. Clemente benedicente eletti Metropoliti di Kiovia rafforzava l'unione della nostra Chiesa con la S. Sede.

La nomina del grande principe Iziaslav e di suo figlio Jaropolk a re di Kiev nell'anno 1075, fatta dal grande e santo Papa Gregorio VII; la proclamazione del grande principe Danylo quale re nell'anno 1253, fatta dal Papa Innocenzo IV; gli sforzi intrapresi dal Cardinale Isidoro, Metropolita di Kiev, nel Concilio di Firenze per conseguire l'unione della nostra Chiesa con la Sede Apostolica, l'unione conclusa a Berest nell'anno 1596 ed i suoi ulteriori sforzi per la rinascita della nostra Chiesa, dello Stato e del popolo, — costituiscono un filo d'oro che si stende continuamente attraverso i secoli, che se anche infranto qualche volta dalle discordie umane, esso è stato continuamente tenuto allacciato dalla Sede Apostolica fino ai nostri giorni. Non ci rimarrebbe tempo sufficiente di elencare e di ringraziare per tutti i benefici. Noi vogliamo oggi soprattutto, memori di tutte le opere benefiche anteriori, portare il nostro omaggio ed esprimere la nostra filiale per aver annoverato il nostro Metropolita nel Collegio Cardinalizio e per aver perciò elevato la sua umile persona come simbolo di tutte nostre sofferenze.

Santità! Degnatevi di accogliere migliaia e migliaia di ringraziamenti da tutti coloro che hanno potuto, ed ancor maggior numero di voti da coloro, che non hanno potuto giungere fino alla Vostra Santità, per poter deporre le espressioni dei loro cuori, della loro filiale dedizione ed amore. Nella nostra difficile realtà attuale, la nomina del quarto Cardinale nella nostra storia ha avuto una ripercussione profonda nei cuori del nostro popolo ed ha sollevato molto gli afflitti dalle sofferenze e dai patimenti ed ha anche innalzato il loro prestigio tra gli altri popoli, come mai negli ultimi secoli della nostra storia. Vogliate accogliere, Santissimo Padre, per tutto ciò dalle nostre tremanti labbra il filiale ringraziamento ed impartiteci la paterna Benedizione Apostolica per il nostro lavoro futuro e per il consolidamento della nostra unione con la Sede Apostolica.

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PATRIARCA JOSYF SLIPYJ
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