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DISCORSO IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SAN CLEMENTE PAPA PRESSO L’UNIVERSITÀ CATTOLICA UCRAINA

12 dicembre 1976
Проповіді, промови
XIV

Eminentissimo Preside, Eminenze, Eccellenze,

Eccellenze Ambasciatori, Monsignori, Professori!

Non è la prima volta che ho onore di porgervi il mio cordiale saluto in questa modesta sede dell'Università Cattolica Ucraina, da quando arrivai nel 1963 in questa Santa Città di Pietro - Roma. Questo mio arrivo considero miracolo e grande grazia di Dio, non tanto forse per me personalmente, quanto piuttosto per il popolo ucraino, e specialmente per la nostra Chiesa, la quale oggi è la Chiesa dei confessori e dei martiri. Non c'è bisogno che io ripeta che la mia liberazione come pure venuta a Roma, dopo tanti anni di prigionia, esili e campi della morte, è dovuta alle sollecitudini paterne del « Papa buono » di santa memoria Giovanni ventitreesimo e anche dei Presidenti Kennedy e Chruszczov.

Il motivo per cui Vi ho invitato a questa sede e a questa agape è innanzi tutto la festa di S. Clemente, Patrono dell'Università Cattolica Ucraina, che con la sua attività è già riuscito farsi nome nel mondo scientifico. San Clemente Papa fu colui, il quale agli inizi del cristianesimo a causa della sua deportazione nei territori ucraini del Mar Nero, e con la sua predicazione del Vangelo di Cristo e con il suo martirio, ha vincolato Roma con Kiev, capoluogo della più antica in Oriente Europeo Chiesa Particolare Ucraina «la Metropolia di Kiev-Halyč e di tutta la Rus'». Fra poco la nazione ucraina celebrerà il millennio del suo cristianesimo e la creazione della sudetta Metropolia.

Per la festa di San Clemente che noi abbiamo celebrato otto dicembre scorso, secondo il calendario giuliano, convennero i Vescovi della Chiesa Cattolica Ucraina da varie parti del mondo, come Australia, Stati Uniti, Canada ed Europa. Diciotto Vescovi festeggiano con noi. Non hanno potuto venire quelli che sono più cari al nostro cuore, i quali sono rimasti con loro gregge, impediti di svolgere il lavoro pastorale e la stessa Chiesa è privata della possibilità di vita, perché condannata a morte.

Il secondo motivo per darvi il benvenuto, miei cari ed illustrissimi ospiti, è di carattere personale. Ecco qui tra noi si trovano i Vescovi della Chiesa Cattolica Ucraina Particolare, che son venuti per rendere omaggio al Capo della loro Chiesa in occasione del sessantesimo anniversario del suo sacerdozio. Accetto con tutta umiltà questa espressione di stima, come segno della mia fedeltà nel servire la Chiesa. Una terza parte del mio sacerdozio l'ho trascorso come Galeotto. Il popolo e la Chiesa Ucraina nel paese natio, sono ancora oppressi. Perciò permettetemi di dirvi questo: alcuni vedono in me il Cardinale e pregano per me come loro patriarca, mentre davanti a Voi, illustri ospiti, sta e Vi parla — un prigioniero-Galeotto. Questo nome per la nostra Chiesa e il nostro popolo è molto caro ed è considerato come stigmate invisibili, come un indelebile sigillo.

Ci siamo riuniti insieme con nostri Vescovi della Chiesa Cattolica Ucraina per pregare insieme e celebrare la Santa Liturgia e lavorare. Già da alcuni giorni noi facciamo le nostre riunioni con grande ansia e trepidazione per il gregge a noi affidato. Nella Patria esso viene perseguitato, nella emigrazione è minacciato dal pericolo della dispersione e di scomparsa nell'ambiente estraneo e sfavorevole al rito orientale. La salvezza per tutta la Metropolia sul territorio d'origine e per le nostre Chiese in emigrazione è il patriarcato, con il governo ecclesiastico patriarcale-sinodale, in una parola la pienezza della Chiesa Particolare. Grazie a Dio, nel nostro popolo, non c'è la crisi della fede e del rito, al contrario anche quelli che non hanno ancora trovato Dio, vivendo sotto i regimi atei, intravedono la salvezza dell'umanità nella religione e nella fede di Cristo. Purtroppo la pienezza della Chiesa Particolare con struttura patriarcale, sebbene già radicata profondamente nella coscienza religiosa di tutto il nostro popolo, si imbatte nelle difficoltà non tanto di carattere ecclesiastico, ma piuttosto di carattere politico. Di qui il nostro dolore.

A Voi, i miei carissimi ed illustrissimi ospiti, tra i quali sono alti dignitari ecclesiastici e civili, diplomatici e uomini politici — parla il Galeotto.Nel mondo ci sono molti problemi complessi, ma nel popolo ucraino sono due particolari. Il primo di carattere nazionale-politico, è il problema della libertà e dell'indipendenza del popolo ucraino di cinquanta milioni.

Il secondo problema è di carattere ecclesiale: la realizzazione delle decisioni del Concilio Vaticano II - il riconoscimento del patriarcato della Chiesa Cattolica Ucraina ed il rispetto dei diritti delle Chiese Orientali per dimostrare la cattolicità della Chiesa di Cristo.

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PATRIARCA JOSYF SLIPYJ
герб Йосиф Сліпий
PATRIARCA JOSYF SLIPYJ

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