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Infanzia

Josyf Slipyj-Kobernyćkyj-Dyčkovs’kyj nacque il 17 febbraio 1892 in una famiglia di agiati contadini nel villaggio di Zazdrist’, oggi nel distretto di Terebovlja, nella regione di Ternopil’.


Suo padre, Ivan Kobernyćkyj, era il capo del villaggio di Zazdrist’ e proveniva da una benestante famiglia contadina. Rimasto orfano in giovane età, fu accolto e cresciuto dalla famiglia Dyčkovs’kyj. In seguito assunse anche il loro cognome, adottando così il doppio cognome Kobernyćkyj-Dyčkovs’kyj, che divenne il cognome ufficiale della famiglia e fu trasmesso anche a Josyf. Con il tempo Ivan si guadagnò la stima dei compaesani e venne eletto capo del villaggio.



La madre, Anastasia, nata Dyčkovs’ka, proveniva anch’essa da una famiglia di agiati e pii contadini. Si dedicava alla cura della casa e all’educazione dei figli, coltivando nell’ambiente familiare una profonda vita di fede e un sincero amore per la Chiesa. Il nonno di Josyf era soprannominato «Slipyj» (“il Cieco”); col passare degli anni questo soprannome passò anche a Josyf, diventando il nome con cui è entrato nella storia ed è conosciuto in tutto il mondo.


Josyf fu l’unico figlio sopravvissuto della famiglia. Ebbe tre fratelli e quattro sorelle, ma tutti morirono in tenera età e furono sepolti nella tomba di famiglia nel cimitero di Zazdrist’. Queste dolorose esperienze dell’infanzia segnarono profondamente, anche se silenziosamente, il suo carattere e la sua sensibilità spirituale. Ricevette la prima istruzione presso la scuola elementare del suo villaggio natale, Zazdrist’, e successivamente a Vyšnivčyk.



Nelle sue Memorie, il Patriarca ricordava così i primi anni di scuola:

Quando compii sei anni, mio fratello Roman acquistò un abbecedario ucraino e, durante le sere d’inverno, iniziò a insegnarmi a leggere. Quando fui iscritto a scuola, dove desideravo andare con tutto il cuore, sapevo già leggere. Non avendo documenti a disposizione, ritengo di aver iniziato a frequentare la scuola probabilmente negli anni 1898-1899. La scuola si trovava proprio di fronte alla nostra casa: bastava attraversare la strada, si sentiva perfino il suono della campanella, e io correvo il più velocemente possibile da casa alla scuola.

La profonda religiosità della famiglia, la fede semplice delle persone del luogo e il continuo passaggio dei pellegrini diretti a Zarvanycja lasciarono un’impronta indelebile nell’animo del giovane Josyf. Tutto ciò contribuì a plasmare il suo mondo interiore e a delineare, quasi impercettibilmente, il cammino che avrebbe poi percorso: quello del sacerdote, del teologo, del pensatore e dell’uomo di cultura.


L’icona della Madre di Dio di Zarvanycja, venerata da generazioni di fedeli, fu la prima scintilla che accese nel suo cuore l’amore per la bellezza divina: la bellezza dell’arte, della teologia e dell’intelligenza illuminata dalla fede. Negli anni della maturità, come teologo e guida spirituale, egli avrebbe riconosciuto nella scienza, nella creatività e nella cultura non soltanto il frutto dell’ingegno umano, ma anche il riflesso dell’opera dell’Eterno Artista, Dio Uno e Trino.


Gli studi secondari si svolsero presso il Ginnasio di Ternopil’, dove si distinse come uno studente intelligente e diligente. Nel 1911 superò brillantemente l’esame di maturità, conseguendo il diploma con eccellenti risultati.


Così trascorsero gli anni dell’infanzia e della giovinezza di Josyf Slipyj: immersi in un’atmosfera di fede viva, di tradizioni popolari, di bellezza, di lavoro e di preghiera. Fu su queste solide fondamenta che Dio edificò gradualmente la vita del futuro Pastore, destinato a diventare una delle voci più autorevoli e coraggiose della Chiesa ucraina.

герб Йосиф Сліпий
PATRIARCA JOSYF SLIPYJ

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