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Rettore del Seminario Maggiore di Leopoli

Alla fine del 1925 padre Josyf Slipyj fu nominato rettore del Seminario Maggiore dello Spirito Santo di Leopoli. Assunse la guida dell'istituto al termine del quinquennio durante il quale il seminario era stato affidato ai Padri Basiliani, diretti da padre Teodosij Haluščyns'kyj. I Basiliani avevano profuso notevoli sforzi per ricostruire la vita del seminario dopo le gravi devastazioni causate dai combattimenti per Leopoli durante la guerra polacco-ucraina. Molto, tuttavia, rimaneva ancora da fare e gran parte dell'opera di rinnovamento del seminario, sia sul piano materiale sia su quello formativo, ricadde proprio sulle spalle del giovane rettore.


I primi interventi riguardarono le necessità più immediate: l'acquisto di nuovi letti, il rinnovo delle stoviglie e il miglioramento dell'alimentazione dei seminaristi. Ancora più importante, però, era rafforzare la disciplina e promuovere una più intensa vita spirituale. Non si può affermare che mancasse la disciplina, ma occorre tenere presente il clima di instabilità del dopoguerra, segnato dai continui cambiamenti di regime, dalle tensioni politiche e dalle profonde trasformazioni sociali seguite ai conflitti e alle rivoluzioni. Tra i nuovi seminaristi vi erano anche numerosi ex soldati. Abituati alla disciplina militare, dovettero adattarsi progressivamente alla vita spirituale del seminario. Molti di loro sarebbero diventati in seguito sacerdoti esemplari e di grande zelo apostolico; altri, invece, portarono a lungo le ferite interiori lasciate dalla guerra, che resero più difficile il loro cammino verso il sacerdozio.


Durante il rettorato del P. Slipyj il numero dei seminaristi crebbe costantemente. Nel 1925 furono ammessi sessanta studenti al primo anno e, negli anni successivi, la comunità superò i quattrocento seminaristi.



Una comunità così numerosa richiedeva una disciplina chiara e norme capaci di regolare ogni aspetto della vita quotidiana. Fu lo stesso Josyf a elaborare personalmente questo regolamento, che venne pubblicato come secondo volume della collana Biblioteca Ascetica del Seminario Maggiore.


Le Regole del Seminario Maggiore accompagnavano il candidato al sacerdozio lungo l'intero percorso formativo: dal suo ingresso ancora adolescente fino al termine dei cinque anni di formazione, quando avrebbe lasciato il seminario come uomo maturo e sacerdote. Esse trattavano la formazione delle virtù e l'acquisizione delle conoscenze richieste dall'alta dignità del ministero sacerdotale. Le indicazioni non riguardavano soltanto la vita all'interno del seminario, ma anche il comportamento durante le festività e le vacanze. Tutto era presentato con il tono paterno pieno di benevolenza ma anche di fermezza, offrendo sempre motivazioni chiare. Lo stesso stile caratterizzava le conferenze spirituali mensili del rettore, fondate sulla Sacra Scrittura, sull'insegnamento dei Padri della Chiesa, sulle encicliche pontificie, sulle decisioni conciliari e sulle profonde lettere pastorali del Metropolita Andrej.



Un ruolo fondamentale nella formazione spirituale era attribuito anche all'ambiente e, in particolare, ai luoghi della preghiera. Per questo motivo il rettore si dedicò con particolare cura alla sistemazione della chiesa e della cappella del Seminario dello Spirito Santo. Presentò personalmente il progetto al Metropolita Andrej e affidò la realizzazione al pittore Petro Cholodnyj.


Nell'arco di un anno l'artista completò la decorazione dell'iconostasi, che il Metropolita consacrò nel dicembre del 1927. Le sculture in legno di cedro furono realizzate dall'intagliatore Andrij Koverko. Cholodnyj completò successivamente anche gli affreschi della cappella, che il Metropolita Szeptyckyj benedisse solennemente il 3 febbraio 1929.



Accanto alla formazione spirituale, padre Slipyj si impegnò costantemente anche nel miglioramento delle strutture materiali del seminario. Accoglieva con soddisfazione ogni nuovo progresso. Nel discorso inaugurale dell'anno accademico 1932-1933 ricordò con gratitudine la decorazione delle aule, l'installazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato, l'acquisto di nuovi arredi e il prezioso contributo del vicerettore padre Oleksandr Malynovs'kyj. Grande soddisfazione gli procurarono anche gli edifici e gli oltre quaranta ettari di terreno acquistati nel 1937.



Sotto la guida di padre Josyf la vita del seminario assunse un carattere ricco e articolato, orientato alla formazione di autentici guide spirituali e responsabili della vita del popolo. All'interno del seminario operava la Confraternita della Presentazione della Santissima Madre di Dio al Tempio, che promuoveva la devozione mariana attraverso conferenze spirituali e incontri di mariologia. Ogni anno, nella festa della Presentazione al Tempio, si svolgeva la solenne accoglienza dei nuovi membri, accompagnata da programmi letterari, musicali e poetici.


Per preparare i futuri sacerdoti all'impegno culturale e sociale era attiva anche la Sala di Lettura degli Studenti di Teologia intitolata a Markijan Šaškevyč. Essa disponeva di una ricca biblioteca di diverse migliaia di volumi ed era organizzata in varie sezioni: teologica, sociale e politica, culturale, letteraria, musicale e teatrale, economica e amministrativa. Ogni sezione organizzava regolarmente riunioni, conferenze e relazioni di studio.


Durante le vacanze estive i seminaristi mettevano in pratica nelle parrocchie quanto avevano appreso, presentando poi, al loro rientro, una relazione sul lavoro svolto.


Tra gli studenti emergevano spesso giovani particolarmente dotati, per i quali venivano organizzate serate letterarie dedicate alle loro opere. Prima della Quaresima il rettore promuoveva anche le tradizionali "Serate dell'umorismo", durante le quali gli stessi seminaristi potevano scherzare liberamente persino sul rettore. Accarezzandosi i baffi o la barba, egli sorrideva dicendo: «Ridete pure! E di chi potreste prendere bonariamente in giro, se non del rettore?».


Sebbene fosse esigente nell'osservanza delle regole, tutti percepivano la sua sincera sollecitudine paterna. Per questo motivo i seminaristi gli attribuirono con affetto il soprannome di "Tatun'o", cioè "Papino".

герб Йосиф Сліпий
PATRIARCA JOSYF SLIPYJ

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