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LETTERA AL PAPA SULLE IMPRESSIONI DEL VIAGGIO NELL’ITALIA MERIDIONALE

6 вересня 1963 р.
Проповіді, промови
XII

Vaticano, 6 settembre 1963

Beatissimo Padre,

Negli ultimi mesi sono accaduti nella mia vita personale degli avvenimenti, che sono senza dubbio di gran valore per la Chiesa cattolica. Sono stato invitato da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Ettore Baranzini, Arcivescovo di Siracusa, — di celebrare la Santa Messa Pontificale il 29 agosto u.s. dinanzi alla miracolosa statua della Madonna delle lacrime, in occasione del decennale della lacrimazione.

Sono stato in Sicilia nel 1937 ed ho scritto anche un piccolo libro come testimonianza del mio viaggio, ma debbo dire sinceramente che Siracusa ha mutato all'inverosimile il suo aspetto esteriore tanto da non riconoscerla.

La città si è ingrandita enormemente tanto territorialmente che per il numero dei suoi abitanti; forse si è triplicata. Ma anche la vita spirituale si è accresciuta molto in quella città grazie al miracoloso evento della lacrimazione della Madonna. Durante la sera e di notte le strade sono illuminate a giorno e ornate con le fantastiche ghirlande; sembra di essere in un paese di favola.

Ho cantato la S. Liturgia il 28 agosto u.s., alle ore 19 di sera, la prima volta nella mia vita. Il coro degli alunni del Pontificio Seminario di San Giosafat in Urbe eseguiva i canti liturgici. Da confessare alla Vostra Santità nella mia filiale franchezza che io ho pregato così devotamente forse soltanto nelle prigioni per i bisogni particolari della nostra Chiesa. La sincerità della devozione e la profonda pietà dei fedeli aumentano grandemente la già pia disposizione dell'animo.

Ho visto ed esaminato le piante dei progetti che l'Ecc.mo Mons. Arcivescovo di Siracusa ed i di lui zelanti sacerdoti collaboratori hanno approntato per la costruzione di una grande basilica come a Lourdes. Mi sembra che Siracusa diventerà con tempo una seconda Lourdes. Con la massima gratitudine verso la Vergine Santissima ho lasciato con nostalgia questa città; sono sicuro che anche nel grado della gerarchia cattolica la Vostra Santità Si degnerà di sollevare questa sede.

Dalla Sicilia ho fatto il pellegrinaggio a Bari alla S. Odigitria e S. Nicola. Nella mia casa paterna come in tutto l'Oriente San Nicola era molto venerato. Mi ricordo che ancora da ragazzino ho recitato l'Akaphistos a San Nicola.

Con non minor pietà e con tanti ricordi lieti, ho celebrato sulla tomba di San Nicola la S. Liturgia, ringraziandoLo per tutti i benefici e le grazie che Lui ha fatto attraverso i secoli a tutto l'Oriente e all'Ucraina, ed implorando inoltre l'aiuto per il futuro così nebuloso.

Bari è una grande città. Fra poco raggiungerà mezzo milione di abitanti. Essa è di grande importanza per i traffici con l'Oriente, così come era nel passato luogo per la preparazione dei Concili per l'unione. Vi è stato in quella città per quello scopo anche S. Anselmo di Canterbury. Anche oggi le relazioni della città di Bari col vicino Oriente, specialmente con la Grecia, sono assai strette e cordiali. Sua Eccellenza Mons. Enrico Nicodemo, Arcivescovo di Bari, è un buon amministratore e persona di rara benevolenza e disposizione d'animo verso gli Orientali.

Non molto distante da Bari si trova l'Eparchia greca di Lungro, con i suoi quasi 50.000 fedeli. Senza dubbio è « une quantité pas negligeable ». Ma Lungro è un paese trascurabile con i suoi 3.000 abitanti, e il Vescovo S.E. Mons. Mele è considerato come un parroco rurale. Egli si è ormai invecchiato, avendo 78 anni di età. Volevo visitarlo, ma a causa del tempo cattivo in quei giorni, non ho potuto farlo.

L'Ecc.mo Arcivescovo di Bari ha creato nella sua città una parrocchia di circa 3.000 fedeli di rito bizantino, che sono sottoposti alla sua diretta giurisdizione. C'è li un Papàs Ferrari, professore all'Università di Bari (20.000 studenti) con alcuni sacerdoti greci. L'Ecc.mo Arcivescovo Nicodemo lo ha lodato tanto per la sua cattolicità, attaccamento al rito orientale e per le sue continue relazioni con gli Orientali di Grecia. Mi raccontava che questo esimio Papàs è stato diverse volte a Costantinopoli e conosce molto bene il Patriarca Atenagoras e l'Arcivescovo di Atene e tanti altri sacerdoti ortodossi dell'Oriente. Egli ha grande l'influsso sugli studenti dell'Università di Bari, dei quali circa un centinaio sono greci ortodossi e cattolici. Ivi si trova una piccola chiesetta greca di cui egli è parroco.

Ho visitato anche la chiesa russa a Bari, e devo dire che è una bella chiesa, poichè a Bari convenivano numerosissimi pellegrinaggi dalla Russia tsarista, per venerare San Nicola. Il parroco non era presente, ma c'era soltanto una monaca profuga al tempo della rivoluzione. Durante la conversazione ho chiesto quanti fedeli ortodossi greci e russi visitano la chiesa e quanti parrocchiani avevano. Essa mi rispose che avevano soltanto circa 50 parrocchiani. E quando io le chiesi come mai il numero dei fedeli era così esiguo, mentre qualche tempo fa i fedeli erano tanto numerosi. Essa, credendo che io fossi un Metropolita ortodosso russo, mi rispose francamente che nella città vi è un sacerdote greco-cattolico il quale ha una grande influenza sui fedeli ortodossi e li attira a sè. Di questa confessione spontanea io ho avuto la conferma dell'opinione da parte di S.E. Mons. Enrico Nicodemo.

Dalla Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale ho appreso che la Santa Sede sta studiando la possibilità di dare un Vescovo Ausiliare alla sede di Lungro. Secondo la mia umile opinione, forse il Papàs Ferrari sarebbe idoneo ad una tale carica, se la Vostra Santità Si degnasse di rivolgere l'attenzione su di lui.

La chiesa di San Nicola ha una bella residenza per il parroco. La parrocchia è diretta dai Padri Domenicani. Mi è venuto in mente un pensiero che con ogni modestia e l'ardire mi permetto di esprimere. Forse il futuro Ausiliare di Lungro potrebbe prendere per la sua residenza nella parrocchia di S. Nicola (tanto più che i Padri Domenicani non hanno tanto bisogno di questa parrocchia, che del resto amministrano molto bene), e insieme con Arcivescovo di Bari avrebbe la tutela delle reliquie di San Nicola. Questo avvenimento avrebbe per gli Orientali un potente influsso, perchè essi si lamentano sempre che San Nicola è stato tolto loro ed ora è completamente nelle mani dei latini. Un tale Vescovo Ausiliare a Bari guadagnerebbe una grande stima in Oriente e certamente estenderebbe l'influsso della Chiesa cattolica. La Vostra Santità potrebbe fare questo senza il paventato malcontento da parte dell'Arcivescovo di Bari, perché lui è molto favorevole e ben disposto verso gli Orientali.

La città di Bari ha senza dubbio nella Chiesa un ruolo molto più importante della città di Napoli, e lo avrà ancor maggiormente in avvenire per il suo sviluppo spirituale e materiale. Nutro la fiducia che la Vostra Santità vorrà degnarsi d'innalzare la sede arcivescovile con la sua splendida cattedrale, con una magnifica residenza, e centro propulsore verso l'Oriente a sede cardinalizia, cosicchè la città di Bari potrà diventare un faro splendente di cattolicità per l'Oriente, e riprendere la sua antica e secolare importanza nelle relazioni della Chiesa cattolica Occidentale con quella Orientale, come lo aveva nei secoli.

Implorando benignamente la Santa Benedizione Apostolica, mi permetto di professarmi con i più intimi sensi di filiale amore, devozione ed obbedienza della Santità Vostra ossequiosissimo figlio

+GIUSEPPE SLIPYJ Arcivescovo-Metropolita di Leopoli

герб Йосиф Сліпий

ПАТРІАРХ ЙОСИФ СЛІПИЙ

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