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LETTERA AL PAPA SUL VIAGGIO A ORVIETO E BARI

21 травня 1964 р.
Листи
XII

Città del Vaticano, 21 maggio 1964

Beatissimo Padre,

Dietro gli inviti rivoltimi dagli Eccellentissimi Ordinari di celebrare la S. Liturgia, mi permetto umilmente di riferire alcuni pensieri, che mi sono venuti durante i miei ultimi viaggi.

Sono stato ad Orvieto nei giorni 2-3 maggio u.s. e durante questo lungo viaggio ho visitato anche l'imponente cattedrale di Viterbo. Non ho potuto far visita all'Ecc.mo Mons. Vescovo del luogo Mons. A. Albanesi, perchè mi è stato riferito che egli era gravemente infermo. Vicino alla cattedrale si trova il ben noto palazzo papale, e non molto lontano c'è la chiesa delle Monache Clarisse con la magnifica urna contenete il corpo della S. Rosa, che fa grande impressione. La città medioevale cinta tutta d'intorno dalle costruzioni moderne ha una vista incantevole. Distante circa 10 km. da Viterbo si trova la cittadina di Bolsena, nota in tutto il mondo per il miracolo Eucaristico. L'antica chiesa è ben conservata e si ammira l'altare con alcune gocce del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C., perchè il corporale è stato trasferito nella cattedrale di Orvieto. A Bolsena il popolo è molto attaccato alle evidenti testimonianze del miracolo Eucaristico.

La Liturgia celebrata nella grandiosa cattedrale di Orvieto ha attratto grandi masse dei fedeli, che con grande interesse e devozione hanno seguito tutta la funzione e il discorso pronunciato dall'Eccellentissimo Mons. V. Dondeo e le mie parole di ringraziamento. Per me è stata una lieta occasione di poter pregare davanti al miracoloso Corporale, di confermare la fede e vedere coi propri occhi ciò, che ho scritto circa 40 anni fa su questo fatto miracoloso e su S. Tommaso, che insegnava a quel tempo in Orvieto, dove compose i celebri Inni Eucaristici. Inoltre sono andato anche a vedere il monastero e la chiesa di S. Marco, dove insegnava S. Tommaso e visitare la cattedrale, dove ho potuto vedere il Breviario del Santo Dottore della Chiesa.

Vicino alla cattedrale si trova il palazzo papale, che la Commissione Vescovile vuole ridurre ad pristinum statum. A Orvieto attendono la Vostra Santità per la conclusione delle celebrazioni centenarie del miracolo Eucaristico.

Devo confessare a Vostra Santità che le celebrazioni delle Liturgie orientali fanno una grande impressione sulle masse del popolo, perché attirano molti fedeli. Anzi, alcuni Vescovi mi hanno detto che è un antidoto contro il filocomunismo, che di nascosto si diffonde sempre più tra il popolo. Questa è una delle ragioni che sempre nuovi Vescovi mi invitano di recarmi nelle loro diocesi per celebrarvi la S. Liturgia. E così per esempio ha fatto il Vescovo di Montefiascone, quando mi sono recato a visitare la di lui cattedrale, mi ha invitato di celebrare nel prossimo futuro un Pontificale in rito orien-tale. Quando sono arrivato inaspettatamente in quella ridente località, ho avuto la lieta sorpresa di trovare radunata molta gente, che attendeva per salutarmi. Unicità e la singolarità della cattedrale di Montefiascone costituisce la cripta rotonda, scoperta alcuni anni fa, che è ottimamente conservata. Nel mezzo di questa rotonda si trova l'altare e d'intorno sta il popolo diviso da una balaustrada. Sembra che l'idea di questa concezione risalga ai primi tempi del cristianesimo, quando tutto il popolo offriva il S. Sacrificio Eucaristico per le mani del celebrante. 50 anni fa il Cardinale Verdier, Arcivescovo di Parigi, ha fatto costruire a questo modo la cappella nel suo Seminario a Parigi, mettendo in rilievo che questa idea era anche propria della chiesa cattedrale etiopica ad Addis-Abeba. La mia persuasione ed impressione generale, che ho riportato dai miei viaggi e dal contatto con le masse del popolo, si è che la vita religiosa fra la gente si sta attualizzando, e a ciò contribuisce molto il Concilio Vaticano II.

Questo mio convincimento è stato confermato anche durante il mio pellegrinaggio a Bari per la festa di traslazione delle Reliquie di San Nicola, il 9 maggio. Io sono stato invitato dall'Arciv.

Mons. E. Nicodemo per la chiusura dei festeggiamenti di traslazione delle S. Reliquie di San Nicola da Myra in Cilicia a Bari. Tutta la settimana è stata consacrata alla celebrazione delle

S. Liturgie in diversi riti: greco, armeno, siro ed altri ancora. Sono stato in pellegrinaggio a Bari anche l'anno scorso, ritornando da Siracusa, ma questo anno i solenni festeggiamenti hanno suscitato in me le impressioni ancora più profonde e più commoventi.

La grande chiesa-basilica straripava di gente convenuta a Bari anche dai luoghi più remoti delle provincie limitrofe. Dopo il Vangelo si è svolta la cerimonia dell'accensione della lampada di San Nicola. Alle parole di saluto e benvenuto rivoltemi da Mons. Nicodemo, io ho ringraziato, sottolineando che solo a Bari, ed in Ucraina, questa festa di precetto della traslazione del corpo di S. Nicola, istituita dal Papa Urbano II nel 1089 (cioè due anni dopo la traslazione del corpo di San Nicola da Myra), viene celebrata lungo i secoli fino ai giorni nostri tanto dai cattolici che ortodossi ucraini.

Questo fatto è una testimonianza evidente dell'unità della nostra Chiesa con la Santa Sede anche a distanza di 35 anni dopo lo scisma di Cerulario.

I fedeli erano veramente entusiasmati dalle cerimonie e dai canti liturgici eseguiti dal nostro Pontificio Seminario Minore a Roma. Dopo il pranzo ho visitato la parrocchia greco-albanese di San Basilio a Bari, il parroco della quale è papas Giuseppe Ferrari, di cui mi son permesso di scrivere già in precedenza alla Vostra Santità. La chiesa ha una bella iconostasi, donata dalla Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale. L'architettura dell'edificio è arcaica di stile bizantino-romanico. Papas Ferrari ci ha aiutato molto durante la celebrazione della S. Liturgia e conosce molto bene il canto e il rito bizantino.

In seguito dietro l'invito ho potuto visitare il Seminario Regionale di 18 diocesi a Molfetta. È un edificio vastissimo, simile al nostro Seminario di Leopoli. Vi si trova una bella cappella bizantinizzata, che suscita ed ispira la devozione. In questo Seminario si hanno più di 320 alunni. E veramente un bel numero di vocazioni ecclesiastiche e una consolazione per la Vostra Santità. Quando mi trovavo lì, è venuto l'Arcivescovo e mi ha pregato di dire una parola agli alunni. Ho fatto ciò molto volentieri, accennando alle difficoltà ed ai pericoli ai quali oggi è esposta la Chiesa e che i giovani sacerdoti devono essere ben istruiti e preparati spiritualmente per poter opporsi validamente al materialismo e ateismo contemporaneo. L'entusiasmo dei giovani era veramente straordinario, cosicchè a grande fatica e con aiuto dei Superiori ho potuto lasciare il Seminario. Non v'è dubbio che questo centro così importante del Sud Italia promette grandi speranze per il futuro della Chiesa cattolica in Italia.

Il giorno seguente ho celebrato la S. Liturgia dinanzi alla bellissima icone Odigitria nella cripta della cattedrale a Bari. Intanto era venuto da Rossano l'Arcivescovo Mons. G. Rizzo, invitandomi di recarsi nella sua archidiocesi.

Egli è stato tra i primi Vescovi italiani, che è venuto a Grottaferrata per salutarmi dopo il mio arrivo a Roma nell'anno scorso. Ho aderito molto volentieri all'invito e mi sono recato a Rossano. La distanza di circa 200 km. tra Bari e Rossano mi ha permesso di dare un'occhiata al paesaggio. Le strade sono asfaltate, la terra è coltivata a giardini, a grandi spazi seminativi di frumento, vi s'incontrano grandi frutteti, oliveti, vigreti. Questo è segno che la gente non è pigra, come si suol dire e anche scrivere, ma lavora. Inoltre si vedono sorgere i nuovi stabilimenti, che sembrano dei grattacieli; le città si allargano ed ovunque sorgono le nuove case. La popolazione è molto sentimentale, molto sincera e favorevole. Ha portato tanti fiori: rose, garofani ed anche i frutti. Ho visitato anche alcune nel paese. Nella cattedrale di Rossano c'è l'icone bizantino-sira, davanti alla quale ho celebrato la S. Messa. Assisteva alla funzione una massa enorme di popolo. Si era di domenica (10 maggio).

Rispondendo al saluto dell'Arcivescovo G. Rizzo, ho parlato sulla costanza e la perseveranza nella tede, lodando il loro attaccamento alla Santa Sede Apostolica e alla Chiesa cattolica che risale a molti secoli, e ciò nonostante il grande ed allettante influsso degli ortodossi di Grecia.

Le tradizioni bizantine di cultura sono ancora molto vive. L'architettura è rimasta bizantina. Il panorama amfiteatrale della città è veramente pittoresco, Il Codice greco dei Vangeli del IV o V secolo di Rossano, la Chiesa di San Marco, sono testimoni e segni di alta cultura italo-greca.

Una menzione particolare merita «Patirion», cioè un monastero bizantino antichissimo, che si trova a 8 km. da Rossano, situato sul vertice di una montagna, al quale si arriva attraverso una strada piena di curve e di serpentine. In questo monastero c'è una chiesa con mosaici, che risalgono almeno al secolo VII. Da questo monastero appunto provengono S. Nilo e S. Bartolomeo, fondatori della Badia di Grottaferrata. E una posizione eccezionale. Si gode una vista molto più bella che dal Monte Cassino. Ho suggerito all'Archimandrita di Grottaferrata P. Minisci di riattivare il monastero, che diventerebbe un santuario famoso. S.E. Mons. G. Rizzo è d'accordo, tanto più che adesso gli edifici e la chiesa sono sotto la protezione della sovraintendenza archeologica statale.

Mons. G. Rizzo è un arcivescovo veramente eccezionale, amato e venerato dalla gente: «Non dominantes in clero, sed forma facti gregis» (1 Petrin5,30). Quando siamo usciti per la città, la gente veniva per salutarlo e rivederlo. E molto popolare, paterno e benvoluto dal popolo. Gli si avvicinavano e lo circondavano i bambini, le donne e gli uomini. Si vede che veramente è una persona centrale nella città, come dovrebbe essere ogni Vescovo nella propria diocesi.

Continuando il mio viaggio sono arrivato a Lungro, paese di montagna con le sue strade piene di curve. Salutato dall'Ecc.mo Mons. G. Mele, ho celebrato subito la S. Liturgia e nonostante che era un giorno feriale, è venuta molta gente in chiesa. Ho potuto così celebrare la S. Liturgia per i fedeli che erano dello stesso rito. La cattedrale in paragone con le cattedrali dei latini è povera, ma abbastanza vasta. Rispondendo al saluto di Mons. Mele, ho sottolineato il loro attaccamento alla fede cattolica, nonostante i reiterati sforzi di staccare l'Oriente dalla Santa Sede Apostolica. Ho visitato anche il Piccolo Seminario con 30 alunni a S. Basile, che sono sotto la guida dei Padri Basiliani di Grottaferrata. Vicino è Acquaformosa, dove si trova un grande Orfanotrofio, costruito da Papa Vincenzo Matrangolo, che è riuscito di raccogliere 100 milioni per quest'opera. Dell'Orfanotrofio hanno cura le Suore, che lo tengono molto bene. E veramente una grande opera, se si considera la più grande povertà delle parrocchie di montagna.

Da Lungro sono andato alla stazione di Paola e lì ho preso il treno per Salerno, per pregare sulla tomba di San Matteo Apostolo e San Gregorio VII. Sono venuto in forma privata, ma l'Arcivescovo Mons. D. Moscato mi ha pregato di celebrare la Santa Messa vespertina alle ore 19, alla quale hanno assistito moltissimi fedeli. Questa calda e spontanea accoglienza fattami mi ha confuso, perchè a dir vero in nessuna altra parte era così commovente. Mons. Moscato è un uomo dotto, cultore dell'arte e delle antichità, fa molti restauri. E molto popolare tra la gente e sembra anche molto venerato, perché il Prefetto e il Sindaco della città sono venuti per ossequiarmi nell'Arcivescovado senza alcun preaviso, alla buona, come se fossero ospiti abituali del Vescovo. E di una bontà e cordialità spontanea come l'Ecc.mo Mons. Rizzo. L'entusiasmo della popolazione era vivissimo. L'Ecc.mo Mons. Arcivescovo ha espresso in quell'occasione tutta la sua gioia e la viva soddisfazione, ripetendomi ciò che ho già sentito in precedenza da molti presuli, che la S. Liturgia risolleva lo spirito cattolico contro l'ateismo comunista.

Nella mia breve parola rivolta ai fedeli ho sviluppato il concetto della giustizia nell'odierna vita sociale. San Matteo Evangelista aveva inculcato tenacemente la giustizia predicata da Gesù Cristo. San Gregorio VII era poi esecutore ed assertore invitto di questa giustizia, tanto da esclamare negli ultimi istanti della sua vita: «amavi iustitiam ed odi iniquitatem, propterea morior in exilio». Il Papa Gregorio VII è particolarmente legato alla nostra storia ucraina, perché era lui che nell'anno 1075 incoronò con la corona regale il nostro granduca Iziaslao e il suo figlio Iaropolk qui a Roma.

Beatissimo Padre! Mi permetto in questa occasione, con ogni possibile modestia ed umiltà, esprimere alcune mie osservazioni circa la Chiesa greco-cattolica in Italia. Mi sembra che questo stato di cose esige una revisione.

1. A Bari, come avevo già accennato una volta a Vostra Santità, si potrebbe creare anche un Vescovo Ausiliare di rito orientale greco, come a Palermo. S.E. Mons. Nicodemo non sembra esser contrario. Lungro è distante da Bari di circa 300 km e il Vescovo di Lungro non può facilmente giungere da Bari ed occuparsi di compiti speciali, che potrebbe fare un Vescovo orientale risiedendo a Bari. Nella città di Bari ci sono circa 4.000 fedeli di rito orientale e numerosi ortodossi senza il parroco. E così una grande e bella chiesa russa è attualmente chiusa. Il proprietario della chiesa è il Sindaco di Bari. Forse si potrebbe prestare la chiesa dal Municipio ed abituare gli ortodossi alla Liturgia del parroco bizantino cattolico. Inoltre alcune parrocchie, come quelle di Taranto, Lecce ed altre sono più vicine a Bari che a Lungro.

Questo Vescovo Ausiliare avrebbe il compito e l'obbligo di cercar ad allacciare e mantenere le relazioni coi Vescovi ortodossi greci, invitandoli al pellegrinaggio alla tomba di San Nicola. I Padri Domenicani volevano fare nella cripta una cappella orientale per loro, ma io li ho consigliato di fare una iconostasi davanti alla tomba del Santo, e in tal modo anche gli ortodossi potrebbero celebrare sulla tomba di San Nicola, come si fa nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Così i Vescovi ortodossi sarebbero attratti per fare i pellegrinaggi. Non c'è nessun pericolo per la fede cattolica, anzi questo fatto costituirebbe una rara occasione per avvicinarli e per placare l'odio dei greci verso la Chiesa cattolica. Era stato invitato a Bari l'Arcivescovo ortodosso di Myra, per ora residente a Costantinopoli, ed egli era pronto di far pellegrinaggio, ma aveva paura, i Turchi non lo lasceranno tornare.

Papas Ferrari, parroco orientale, è professore nell'Università di Bari. Come ho già riferito un'altra volta a Vostra Santità, egli è stato in Grecia ed ha intenzione di andare ora un'altra volta per fare visita all'Arcivescovo Crisostomo ed altri. Papas Ferrari, aiutato da Mons. Nicodemo, vorrebbe prendere due sacerdoti ausiliari, cedendo loro la pensione di parroco, riservando a sè quella di professore dell'Università.

L'idea del Cardinale Lavitrano di prender un Vescovo Ausiliare per gli orientali in Sicilia è stata giustificata benissimo. La stessa cosa vuole fare a Bari S.E. Mons. Nicodemo, e in tal modo compiere una grande missione verso la Grecia ortodossa, che è più ostinata di Russia ortodossa.

2. Nell'Italia Centrale e in quella del Nord ci sono diversi centri dei cattolici orientali: per esempio a Torino, Milano, Venezia, Ravenna, San Remo ed altrove senza una parrocchia attiva ed abbandonati a loro stessi senza l'assistenza religiosa nel proprio rito. Anzi ci sono tanti ortodossi russi, greci ed albanesi, che hanno avuto le loro chiese a Firenze, San Remo ed altrove. Ora queste chiese sono abbandonate e chiuse, senza sacerdoti; esse potrebbero venir imprestate dai Sindaci delle diverse città e riattivate per le funzioni dei cattolici di rito orientale. I sacerdoti potrebbero trovarsi facilmente ma ci vuole uno che si occupi e preoccupi di queste cose, organizzandole. Se mi si permette di esprimere il mio modesto pensiero, l'Archimandrita di Grottaferrata, una volta fatto Vescovo da Vostra Santità, potrebbe occuparsi di questa diocesi e dei fedeli, tanto più che a Grottaferrata e nei dintorni ci sono tanti fedeli di rito orientale che fanno parte delle parrocchie latine.

Ci sono per esempio alcune parrocchie, che dipendono da Lungro, ma distanti fino a 500 km, mentre Grottaferrata potrebbe accoglierli nel raggio di 200 km.

Inoltre Lungro si trova in una zona montagnosa di difficile accesso. La questione del Vescovo a Grottaferrata è stata già trattata dalla Santa Sede nel 1946 ed anche nel passato alcuni Archimandriti di Grottaferrata erano contemporaneamente Vescovi, come ad esempio Bessarione. Nello stesso tempo questo sarebbe anche un premio per Grottaferrata, sempre cattolica fin dal suo inizio e così ben meritevole e stimata non solo dai cattolici, ma anche dagli ortodossi. L'Abbate di Montecassino è anche lui un Vescovo. Anche il monastero del monte Sinai è stato elevato a Vescovado.

A Lungro ho sentito che S.E. Mons. Mele, un Vescovo santo, ma ormai anziano (80 anni) ed avrebbe bisogno di un Vicario Generale. Da diverse parti ho sentito che l'arciprete della cattedrale è molto degna e prudente persona. Il clero di Lungro che è molto buono — dicono persino che supera quello latino. Si afferma che questo Clero potrebbe far ancor di più e meglio, se avesse una guida più giovane e più attiva e dinamica. Si nota anche qualche dissenso su certi problemi fra i sacerdoti greco-cattolici.

Il Vescovo, il Capitolo e tutti i sacerdoti vorrebbero che il loro Piccolo Seminario, che ora è a San Basile distante circa 30 km., fosse trasferito a Lungro stessa e posto sotto la direzione del Clero eparchiale. La Santa Sede ha gia acquistato a questo scopo un vasto terreno a Lungro e vorrebbe costruire il Seminario in loco. I Padri Basiliani di Grottaferrata una volta liberati dalla direzione del Seminario potrebbero occupare il monastero di Patirion presso Rossano.

Mi sembra che queste cose non sono difficili da realizzare con un po' di attenzione e pazienza senza far delle spese da parte della Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale. I Vescovi latini non sarebbero contrari a queste realizzazioni, perchè molti di loro sono favorevoli alla Chiesa Orientale e la nuova Eparchia sarebbe come una goccia d'acqua nel vasto mare italiano-latino. Al contrario l'Eparchia di Lungro, di Sicilia e di Grottaferrata costituirebbe già di per sè una organizzazione giuridico-canonica.

Si potrebbe in questa occasione utilizzare il grandissimo capitale che la Vostra Santità ha guadagnato con il recente pellegrinaggio in Terra Santa.

Implorando la paterna Benedizione Apostolica mi permetto di professarmi della Santità Vostra gratissimo e devotissimo figlio

† GIUSEPPE SLIPYJ Arcivescovo-Metropolita di Leopoli

герб Йосиф Сліпий

ПАТРІАРХ ЙОСИФ СЛІПИЙ

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