RELAZIONE SULL’ANNO ACCADEMICO 1970–1971 DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA UCRAINA A ROMA
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VII-VIII
Un antico proverbio romano che dice: «inter arma silent musae», è oggi, purtroppo, di viva attualità. Quando le armi micidiali distruggono uomini e cose, è chiaro che non si può più parlare di progresso scientifico e di elevazione della mente umana, anche se ci si può imbattere casualmente in un qualche «Archimede» con le sue scoperte scientifiche: ma il suo lavoro è sommamente difficile e pericoloso.
E sebbene oggi la situazione bellica sia piuttosto normale, tuttavia l’interesse umano, generale e primario, si rivolge verso la politica, questioni sociali, economiche e tecniche, le quali mettono in disparte, nella vita dello Stato, il lavoro scientifico, che è frutto più estenuante e necessario del cervello umano.
In questi ultimi anni sorsero molte università, istituti, laboratori, ma con un rendimento scientifico relativamente scarso, dato che le persone più capaci sono assorbite dagli interessi imprescindibili degli Stati, come la politica, commercio, progresso delle comunicazioni e simili. Nonostante ciò la scienza si sta riprendendo dal suo decadimento e torpore rientrando nel suo sviluppo normale.
Quanto alla nostra Università Cattolica Ucraina, essa sorse come continuazione dell’Accademia Teologica di Leopoli, ridotta all’impossibilità di svolgere qualsiasi attività. Nel breve lasso di tempo, dieci anni, essa ha svolto un’attività di grande importanza nella vita della nazione ucraina ed è stata riconosciuta da altri centri culturali all’estero.
Anche nell’Urbe le condizioni di lavoro della nostra Università Cattolica Ucraina sono particolarmente difficili e complicate. Questo centro culturale, che intende servire la popolazione ucraina sparsa in tutto il mondo, deve continuamente lottare contro le difficoltà economiche per mantenere stabili legami con le forze intellettuali. Tuttavia il nostro Ateneo ha già acquistato il suo edificio, ha potuto riunire una trentina di professori, ha creato una Biblioteca, un Archivio e Musei; ha attratto 26 studenti, ha editato una settantina di opere voluminose e, sia pur per un piccolo raggio, ha dato impulso ad un promettente movimento scientifico.
Nell’anno accademico 1970/71, si ebbe un notevole progresso nella vita della nostra Università.
Furono nominati 4 professori straordinari, elevando il corpo accademico a 30 docenti (non contando tre professori deceduti). Funzionavano tre facoltà: teologica, filosofica e scientifica con 18 studenti ordinari e dodici straordinari.
La biblioteca si è accresciuta di molti volumi, di cui buona parte non ancora catalogata. Il Museo Artistico fu traslato nel nostro antico collegio in Piazza Madonna dei Monti, 3, dove occupa 52 stanze. Mentre nella sede di via Boccea rimangono la biblioteca, l’archivio e il museo di scienze naturali. Siamo riusciti a pubblicare i volumi ottavo, nono e decimo di «Monumenta»; terzo, quarto e quinto di «Opera Omnia»; il ponderoso volume del Prof. Sonewyckyj «Storia della Letteratura Greca». Inoltre uscirono numerosi articoli e scritti minori dei professori, pubblicati da «Bohoslovia».
Merita una menzione speciale il Corso filosofico-giuridico, tenutosi dal primo al trenta luglio 1971, alla presenza di 25 uditori. Tennero lezioni, non contando il sottoscritto:
S.E. Mons. Volod. Malanczuk,
Sac. Dott. I. Muzyczka,
Prof. Dott. J. Rudnyckyj,
Prof. Dott. B. Kazymyra,
Sac. Prof. Dott. M. Marusyn,
Prof. Dott. K. Bida,
Prof. Dott. W. Lew,
Prof. Dott. J. Starosolskyj.
Il Corso passò con molto profitto e soddisfazione di tutti: professori e uditori degli Stati Uniti, Europa Occidentale e Australia ebbero la possibilità di visitare la città di Roma nelle ore pomeridiane e perfezionare così la loro cultura.
Come è noto, funziona in Argentina una filiale dell’Università Cattolica Ucraina con la facoltà filosofico-umanistica, la quale conta, con quattro professori straordinari e quattro ordinari, 12 studenti ucraini e 12 sloveni; per gli immigrati ucraini e sloveni essa ha la sua importanza.
Si potrebbe porre termine a questo resoconto, ma mi pare doveroso sottolineare un’altra attività di non poca importanza. La nostra Università ospitò per un periodo, più o meno lungo, professori e studiosi, come i professori Lew, Janiv, Daczkewycz, Muzyczka, Bociurkiw ed altri, i quali poterono utilizzare la nostra Biblioteca per il loro lavoro scientifico. Durante tutto l’anno nei seminari dell’Università lavorò la Commissione Liturgica, intenta alla traduzione dei testi liturgici in lingua ucraina.
Ora mi chiedo se tutto ciò sarebbe stato possibile senza questo edificio, che facilita non poco il lavoro scientifico?
Con la sua attività nell’Urbe, l’Università Cattolica Ucraina non ha arrecato disturbo a nessuno, anzi, molti dei suoi professori hanno portato il loro contributo scientifico all’Istituto Orientale e ad altri Atenei.
Perciò, anche se non siamo riusciti a dare un forte impulso alla nostra Università, non c’è dubbio che noi facilitiamo e prepariamo un futuro più radioso per le generazioni dell’avvenire.
Joseph, Card. Slipyj
Rettore dell’Università



