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DISCORSO AL TRIBUNALE SAKHAROV

27 novembre 1977
Проповіді, промови
XIV

Onorevole Tribunale, Illustrissime Signore e Signori!

Grazie tante per l'invito alla seconda sessione di questo Tribunale, che ha il compito davanti al mondo e alla storia di manifestare tristi e tragici fatti della violazione dei principali diritti dell'uomo, i quali gli ha dato il Dio-Creatore. Nell'avvenire la storia si meraviglierà, che erano necessari tali tribunali e tali testimonianze per dimostrare la violazione dei diritti dell'uomo poco dopo la guerra, durante la quale tutto il mondo ha lottato contro il grande pericolo, che mirava a distruggere perfino il diritto alla vita di alcuni popoli. Non sono passati trent'anni quando il mondo si è accorto di una forza nascosta e mascherata, che tende nel modo simile a distruggere l'ordine stabilito da Dio, togliendo nel modo inumano i più importanti diritti dell'uomo, cioè conoscere Dio, servire Dio, amare Dio e vivere per Lui.

Il mondo non può guardare tranquillo e in silenzio sulla nuova aggressione alla dignità dell'uomo negli Stati, dove domina il comunismo ateo, basato sulla dottrina di Marx. Ricordo il titolo significativo, che ha dato l'Osservatore Romano, «Non ignorare, non dimenticare», quando riferiva i lavori di questo Tribunale, che ha scelto la Santa ed Eterna Città di Roma.Non si può ignorare questi tristi e tragici fatti della persecuzione dell'uomo, e non possiamo dimenticare numerosissime vittime della persecuzione, le quali con le loro sofferenze, figure e sacrifici ricordano i primi martiri cristiani.

Sono presente qui per due ragioni. Prima - oggi si testimonia qui sulla persecuzione religiosa nell'Unione Sovietica e nella mia patria Ucraina. La vittima di questa persecuzione è anche la mia Chiesa di cui sono il Capo e Padre, e dove si parla della mia Chiesa, ci devo essere anche io per difenderla.Seconda ragione - sono il « galeotto», sono testimone di questi noti Archipelag, come li ha chiamati un altro «galeotto», Alessandro Solzenicyn. E porto le cicatrici di questo terrore sul mio corpo.

Nella mia patria Ucraina, da questi sessanta anni il popolo soffre una dura persecuzione religiosa e nazionale. Rinnovata nell'anno 1920 la Chiesa Autocefala Ortodossa Ucraina è stata liquidata dal governo sovietico negli anni 1929-1930. Mentre negli anni 1946-1949 la stessa sorte ha toccato la Chiesa Cattolica Ucraina la quale è stata distrutta dal governo sovietico, servendosi del terrore poliziesco, delle torture, dell'esilio e delle prigioni.Tutti i nostri Vescovi sono morti o nelle prigioni o in esilio, eccetto questo che vi sta davanti e vi parla.

Il numero dei nostri sacerdoti morti, per patimenti o fucilati, non è noto, in genere si accetta la cifra di un migliaio e mezzo; centinaia di migliaia di fedeli ucraini cattolici sono stati deportati nei Lager, dove molti di essi si trovano ancora senza il diritto di ritornare in patria. Nell'Unione Sovietica (nei territori occupati durante la seconda guerra mondiale) vi erano 3040 nostre parrocchie con 4595 chiese e cappelle. Oggi non esiste nemmeno una parrocchia cattolica ucraina, nè monastero, nè casa ecclesiastica, nè scuola cattolica, nè seminario, e ogni cura pastorale è vietata. Tutti gli edifici ecclesiastici confiscati, chiusi, distrutti o parzialmente consegnati alla Chiesa Ortodossa Russa. L'autorità amministrativa ha messo fuori legge la Chiesa Cattolica Ucraina, come ha detto Mons. Achille Silvestrini a Belgrado. Si potrebbe prolungare la statistica.

Come vivo testimone e partecipe delle sofferenze della Chiesa Ucraina e Patriarca di essa, che ha sopravissuto le pene e i dolori dei figli spirituali, diverse volte sono intervenuto in difesa della fede e dei credenti in Ucraina, particolarmente durante i Sinodi Papali, e recentemente nella lettera al presidente americano Jimmy Carter. Faccio ciò anche qui, obbligato dalla mia carica, e anche pregato dai miei fedeli nelle catacombe e per ricordare molti nostri martiri per la fede. Faccio questa testimonianza qui davanti a questo Tribunale, affinchè il mondo e la storia sappiano anche da me sulla ingiustizia, sulla oppressione e sulla violenza dei diritti umani del mio popolo.Conculcata verità divina e la giustizia divina, devono essere restaurati ed agli uomini restituiti i loro diritti. Noi dobbiamo rafforzare questi sforzi con le nostre preghiere e con le nostre proteste.

Roma, 27 novembre 1977

† JOSYF CARD. SLIPYJ

Patriarca

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PATRIARCA JOSYF SLIPYJ
герб Йосиф Сліпий
PATRIARCA JOSYF SLIPYJ

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