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OMELIA IN UNA CASA DI RIPOSO A ROMA

9 лютого 1969 р.
Проповіді, промови
XIII

L'odierno Vangelo e l'odierna festa dell'Opera Divin Redentore in Casa dell'Amore Fraterno (via Ardeatina, 930) si riferiscono in modo particolare al fondamento della dottrina e della missione di nostro Signore Gesú Cristo. Si tratta della misericordia di Dio verso l'umanitá caduta e verso tutti gli infelici che commettono i peccati, manifestata eloquentemente dalla parabola sul figliuol prodigo, raccontata dall'odierno Vangelo. Sappiamo tutti che Nostro Signore non ha abbandonato i nostri progenitori nella disperazione dopo il peccato, ma ha promesso di mandare il Messia che restaurerà le giuste relazioni fra Dio e uomo. E' precisamente questa la missione, che ha compiuto Gesù durante tutta la sua vita fra gli uomini. Sappiamo anche, quanto amore, quanta stima ed ammirazione merita davanti a Dio, la santità, la vita pura e innocente, la vita senza i peccati. I più grandi uomini sono i Santi, Angeli del cielo e soprattutto la Beata Vergine Maria, S. Giuseppe, S. Giovanni Battista e tutti gli altri eroi della santità: « State santi, perché santo sono io » (1Pietro1, 16;Lev.11,44 ).

Ma come si è detto la missione di Cristo è specialmente diretta verso i peccatori che hanno bisogno non soltanto della comprensione di tutti ma anche di uno speciale aiuto. E per questo leggiamo spesso nel Vengelo: «Il Figliuol dell'uomo non è venuto a perdere le anime, ma a salvare » (Lu. 9,56), « Dio non ha mandato il Figliuol suo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui ». Noi conosciamo anche la parabola del buon Pastore che, come racconta Gesù, « lascia le novantanove (pecore) per andare in cerca di quella che si era smarrita » (Mt. 18,12). Quando i Farisei si scandalizzavano che nostro Signore mangiava con i peccatori, Gesù ha loro risposto che i sani non hanno bisogno del medico, ma i malati cioè quelli che hanno commesso i peccati e hanno bisogno di convertirsi a Dio.

E quando i Farisei condussero a Gesù una donna adultera con intenzione di lapidarla, volendo sentire dalla bocca di Gesù il verdetto, la condanna della donna, Egli disse loro: « Chi tra voi è senza peccato, getti per primo contro di lei la pietra » (Jo. 8,7). « Ma coloro, udito ciò, se ne andarono, uno dopo l'altro... in modo che Gesù rimase solo con la donna... e le domandò: Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannato?Ed ella disse: Nessuno, Signore. « Ebbene, soggiunse Gesù, neppure io ti condanno; Va' e non voler più peccare » (Jo. 8,9-11).

Ricordiamo tutti bene il colloquio di Gesù con la Samaritana e le parole: « Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e portare l'opera a termine » (Jo. 4,34).

E' nota a tutti la persona di S. Maria detta la Maddalena che condusse una vita peccaminosa, ma convertita da Cristo, gli è rimasta fedele fino alla morte. Quando ella, durante il pranzo presso il fariseo Simone, bagnava i piedi di Gesù con le proprie lacrime e li asciugava con i capelli del suo capo e li ungeva con un ungento. Allo scandalizzato padrone della casa — Simone, Gesù ha detto: « Le son rimessi i suoi molti peccati, perché molto ha amato » (Lc. 7,47). Quindi Gesù vuole non soltanto convertire le anime, ma anche aiutarle perché possano arrivare alle virtù eroiche e al supremo amore di Dio.

Abbiamo ancora un grande esempio della misericordia e bontà di Gesù verso un peccatore che cadeva abitualmente nello stesso caso, il ladrone crocifisso alla sua destra, ebbene, a nessun altro Gesù ha detto queste parole di suprema misericordia se non a quel malfattore al suo fianco: « Ti dico in verità: oggi sarai con me in paradiso » (Lc. 23,43). Come vedete vari e diversi generi, uno più grande dell'altro. I peccati sono le grandi offese di Dio, ma più grande ancora è la bontà e la misercordia di Dio. Quale consolazione per i poveri e gli infelici, che hanno commesso il peccato, ed l'incoraggiamento per la conversione.

Dando uno sguardo al mondo scorgiamo delle persone sante, che hanno la grazia di non commettere i peccati, che conducono la vita santa. Esse si trovano nei monasteri, anime che si sono consacrate a Cristo, ma anche nelle case private, nei diversi campi di lavoro che conducono la loro vita quotidiana tra gli uomini buoni e cattivi, custodendo la loro anima come gemma preziosa.

Ci sono anche persone che commettono dei peccati, però non hanno perso il sentimento della purezza del cuore, si pentono dei loro peccati, si convertono, si accostano ai Sacramenti per restaurare la vita spirituale, sopranaturale, la santità della loro anima. Queste persone non hanno perso il senso del valore inestimabile della loro anima e quindi sentono il pericolo e il disastro, quale è il peccato. Purtroppo ci sono anche persone tali, per i quali commettere peccati è una abitudine, e cominciando dai peccati meno gravi vanno avanti commettendone sempre di più gravi, ed è una speciale grazia di Dio se tali peccatori possano convertirsi.

Ma dalla vita di Gesù Cristo e dalla sua dottrina si vede che anche tali peccatori e condannati meritano una cura speciale ed uno speciale aiuto di attenzione, ed anche loro possono abbandonare la vita cattiva ed arrivare alla santità eroica. E tale è appunto lo scopo, l'intenzione, il merito della nostra Società, la quale si è fissato il proposito di occuparsi di questi che hanno sofferto nelle prigioni e nei carceri, e la loro caduta deve essere un incitamento per raddoppiare gli sforzi per convertirsi ad una vita santa ed una eroica santità.

Psicologicamente lo stato di tali peccatori è più grave di tanti altri, perché loro hanno perso la resistenza davanti al peccato, e la ripetizione dei peccati ha aumentato e rafforzato l'abitudine, che è molto difficile da combattere, da vincere, e quindi ci vuole uno sforzo straordinario e un massimo aiuto, anche esterno, e per questo la grande importanza della nostra Società, che si dedica ad aiutare i carcerati liberati a poter rientrare nella consueta vita e nella società umana sociale: Chiesa, Sacramenti, buone imprese, buona compagnia.

Il secondo pericolo per i grandi caduti è l'ambiente. Essi sono attratti delle cattive compagnie a commettere nuovi peccati, poiché per tali compagnie commettere i peccati è diventato il loro consueto modo di vivere: calunniare, bestemmiare, rubare, ammazzare, i vizi sessuali. Per loro tale vita è l'ideale e la soddisfazione. Conosco dalle prigioni, che essi glorificavano tale stato di vita come ideale onorifico e anche mi ricordo di una canzone nella quale si canta: « Che è contento di essere caduto nel mondo criminale». Bisogna perciò sfruttare tutti i mezzi possibili per impedire a tali disgraziati di ritornare negli ambienti precedenti di malavità. E questo è un altro obligo e impegno non soltanto della nostra Società ma anche di altri: aiutare il loro prossimo che si trova in grandissima necessità.

Il terzo stadio di tale anima infelice è la disperazione, poiché per tale disgraziato non c'è più speranza, non c'è più aiuto, non c'è la possibilità di salvezza. E tale stato classico lo vediamo in Giuda che ha finito la sua vita con il suicidio, ed è la consueta strada dei disgraziati disperati che finiscono con la perdizione. E sono tanti nelle prigioni.

E noi siamo qui riuniti per rendersi conto della situazione e dello stato di questa speciale categoria di uomini, per occuparsi di loro, per aiutarli, e non soltanto preservarli dalle ricadute, ma anche di aiutarli ad approfittare dell'aiuto a condurre una vita santa, di coltivare in loro l'amore di Dio e del prossimo e di arrivare alle virtù eroiche. « Ti dico che le son rimessi i suoi molti peccati, perché molto ha amato » (Lc.7,47). « Ti dico in verità: oggi sarai con me in paradiso » (Lc. 23,42). Amen.

9 febbraio 1969.

герб Йосиф Сліпий

ПАТРІАРХ ЙОСИФ СЛІПИЙ

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